Solstizio d’inverno, la rinascita del Sole

Solstizio, il giorno in cui il Sole si ferma e la giornata inizia ad allungarsi. E’ la vittoria del giorno sulla la notte, della luce sull’oscurità e quindi della vita sulla morte. Il bene vince sul male. Questo è l’inizio di un nuovo ciclo, un nuovo anno.

Giovedì 21 dicembre 2017 alle 17.28 il sole passa attraverso il punto di Capricorno ed inizia l’inverno astronomico. La giornata dura meno di 8 ore, la notte più di 16. E’ interessante vedere cosa accade nel cielo. Se ogni giorno dell’anno registrassimo la posizione del Sole (esattamente a metà tra l’alba e il tramonto) si presenterebbe questa situazione:

solstizio d'inverno tradizioni e leggende
Analemma su Budapest. Fot. György Soponyai

E’ un analemma, cioè la forma disegnata dal sole nel cielo è l’effetto della circolazione terrestre attorno al sole e l’inclinazione dell’asse del nostro pianeta. Il giorno del solstizio d’inverno è il momento in cui il sole è in fondo a questo ciclo. Sembra che in quel giorno si congeli e si fermi, per poi risalire.

Non a caso, il solstizio d’inverno era un giorno importante per pagani, druidi e altri seguaci del sole. Un pò tutte le culture lo celebravano in questo periodo. All’inizio della nostra era, il solstizio cadde il 25 dicembre secondo il calendario giuliano, da qui la data di Natale, che ha sostituito le tradizioni legate al sole. Oggi l’importanza del momento del solstizio d’inverno è testimoniata dagli edifici conservati del neolitico e dell’età del bronzo, come Stonehenge in Gran Bretagna e Newgrange Ireland, ma anche dai numerosi ritrovi e festeggiamenti che le persone continuano a mantenere.

Tradizioni e leggende

Il solstizio d’inverno era dunque un momento speciale nel ciclo annuale:

-i romani in questo giorno celebravano Saturnalia, decoravano la casa con dei sempreverdi e si scambiavano doni mentre le attività commerciali rimanevano chiuse.

-gli antichi slavi celebravano oggi il nuovo anno venerando il Dio Kolada. Accendevano un falò che simboleggiava e evocava la luce del sole.

-nel Medioevo in Russia, c’era un rito molto interessante. Lo zar riceveva la visita di uno starost che aveva il compito di “sistemare” gli orologi (i primi che comparivano) in modo che il sole riprendesse a salire per far tornare luce e la bella stagione. In cambio, lo zar ricopriva lo starost di denari.

  • in Scozia erano abituati a ricreare un “cerchio solare”.  Una ruota (o un oggetto circolare) veniva cosparsa di catrame bollente e fatta rotolare per strada a simboleggiare il sole vivente.

-nell’antica Cina, il solstizio d’inverno veniva chiamato “Dongzhi”. Da quel momento il potere della natura maschile cominciava a rafforzarsi e iniziava un nuovo ciclo. Il giorno di Dongzhi era festa, nessuno lavorava, le persone si facevao visita e scambiavano doni. I cinesi offrivano sacrifici agli spiriti dei loro antenati e al Dio del Cielo, mangiavano piatti speciali preparati per l’occasione per proteggersi dagli spiriti e dalle malattie del male.

-nell’antichità a Babilonia, il solstizio d’inverno veniva celebrato come il giorno di nascita di Tammuz, il dio della natura, della vegetazione e dei raccolti.

-in Siria ed Egitto si festeggiava una vergine che “partoriva” il sole, la dea Sumerian Inanna. La gente si riuniva fuori dai templi a mezzanotte e venerava una statuina che personificava il Dio nato.

-i seguaci del mithraismo, adoravano il Dio del sole Mithra, chiamato anche il sole invincibile. A Roma, così come prima nell’antica Babilonia, il solstizio d’inverno in onore di Mithra durava cinque giorni ed era caratterizzato da sfrenati festeggiamenti.

In pratica cosa facciamo oggi?

Possiamo rimanere svegli tutta la notte aspettando l’alba, festeggiando l’anno passato e facendo progetti per l’anno nuovo. Buona usanza è la purificazione con acqua, un bel bagno alle terme naturali sarebbe top ma anche un rito purificatorio in casa is also good. Per l’occasione possiamo fare un albero solstiziale, simile all’albero di Natale ma decorato con raffigurazioni del sole, oppure lo Yulelog (il ceppo di Yule, un grande tronco decorato con nastri e edere e bacche). Ma è un buon momento anche per fare l’albero di Natale classico, averne uno in casa è un’altra antica usanza propiziatoria. L’abete è infatti un albero sempreverde perciò considerato sin dal paganesimo simbolo di fertilità e abbondanza (leggi qui). Per celebrare il ritorno della luce accendiamo in casa delle candele, il fuoco purifica, dona nuova luce. Se abbiamo un caminetto o la possibilità di fare un falò, possiamo bruciare letteralmente e figurativamente tutto ciò che vorremmo lasciarci alle spalle per sempre: oggetti, ricordi, sensazioni tristi e spiacevoli.

Stanotte diciamo addio a tutto ciò che è oscuro nella nostra vita e invitiamo la bontà, la nuova vita, la gioia e la felicità.


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