Nella nostra quotidianità alternativa, nei nostri corsi di yoga, nelle nostre sessioni di reiki, nelle sperimentazioni di cristalloterapia o nei massaggi ayurvedici, esiste un ragionamento di fondo che sin dal primo momento abbiamo fatto nostro, ed è stato esattamente quando abbiamo detto: “toh, oggi voglio provare a fare yoga”, cioè quando abbiamo accettato la possibilità dell’esistenza di un mondo sottile.

Possiamo raccontarcela come vogliamo, ma questa è la chiave di volta di ogni percorso di autoconoscenza, cioè l’accettazione del paradosso che prevede l’esistenza di una realtà alternativa a quella che ci è stata insegnata.

Realtà alternativa, un “altro” mondo

Nel nostro caso, cioè per noi occidentali, questo ha significato passare dalla visione di un mondo materiale e scientifico, sviluppato nelle 4 direzioni e composto da 4 elementi, ad un mondo straordinario fatto di 5, 6 oppure 8 direzioni diverse, accettando che questo mondo fosse percepibile attraverso un senso particolare, oltre ai nostri 5 sensi, il famoso 6° senso.

Capite che tutti noi abbiamo fatto un percorso straordinario mediante il paradosso culturale che prevede l’esistenza di un mondo “altro”, trovandoci in questo modo catapultati al di fuori della realtà materiale che consideriamo conosciuta, per ritrovarci in una dimensione spaziale completamente sconosciuta e difficilmente esplorabile, il mondo sottile.

Questa nuova dimensione è tutta da scoprire però ci mancano gli strumenti adatti per farlo, e ci troviamo in esso come barcollanti figure nude e cieche che si muovono a tentoni. Al solito nessuno ci insegna come percepire questa realtà, in compenso tutti ci dicono cosa possiamo trovare, che cosa dobbiamo percepire, cosa dobbiamo sentire.

E noi facciamo proprio questo: non potendo sentire o percepire direttamente impariamo a credere, utilizzando i meccanismi propri della fiducia e della fede, cercando in questo modo di vedere quello che non vediamo, sentire quello che non sentiamo, udire quello che non udiamo. Ci crediamo e basta.

In quest’approccio confuso c’è spazio soprattutto per le fantasie, le paure, i sogni. Anziché avvicinarci ad una percezione ampia della realtà, semplicemente cadiamo nello stagno melmoso dell’immaginazione, nostra o degli altri, la quale non solo non amplia il mondo, ma anzi lo chiude nello spazio ristretto dei nostri condizionamenti. Siamo fottuti. Le autoconvinzioni sono un meccanismo che si autosostiene diventando inattaccabile. Per dirla come il Signore Shiva: “Per evolvervi potete solo morire” scommettendo sulla nuova incarnazione.

percezione dell'esistenza evoluzione e consapevolezza del mondo
Tra immaginazione, sogni, fantasie e paure rischiamo di non avvicinarci ad una percezione “reale” della realtà.

Per fortuna esiste una via di fuga da questo pantano, un soccorso che può raddrizzare la barra della nostra esistenza: gli insegnamenti tradizionali.

Insegnamento tradizionale

Insegnamento tradizionale non è sinonimo di antico, ho letto scemenze tanto antiche quanto sbagliate, ma definisce piuttosto un metodo efficace ed efficiente, qualcosa di semplice, che funzioni e che abbia il solo scopo di fare evolvere le persone portandole alla consapevolezza di sé. Non è qualcosa in cui credere ma piuttosto qualcosa da sperimentare in prima persona. Quando siamo noi a sentire e a percepire allora possiamo pensarci liberi dai condizionamenti.

Un percorso di consapevolezza non è un corso settimanale o occasionale, bensì è un moto che progressivamente va a occupare tutti gli spazi della nostra esistenza. È una scelta di vita che per fortuna non siamo chiamati a fare in prima persona. Infatti, da dentro, qualcos’altro sceglie per noi, ci indirizza, rende fondamentale per la nostra esistenza il corso di yoga, di respirazione, di filosofia, di meditazione. È qualcosa che preme fortemente e che sa ben interpretare le nostre reali esigenze. Questo fa parte della naturalità della nostra esistenza, la quale ha una dignità solamente se comprende il desiderio di evoluzione. Senza questo stimolo siamo involucri occasionali senza uno scopo reale. Vecchi vestiti che coprono un’anima spenta.

Purtroppo il pantano dell’immaginazione fa ricadere l’esigenza spirituale nei desideri materiali, comprendendo questi anche quelli più psicologici e mentali, quali il desiderio di rivalsa, di potere, di autogratificazione. E da questo le scuole sui chakra che parlano di sistemi logici e non esperienziali, di pietruzze spacciate per cristalli con chissà quale beneficio, di diplomi conseguiti in giornate a chiacchierare sul nulla.

Non vi è diploma che certifica la consapevolezza.
O ci siete o non ci siete.

Se non impariamo a percepire direttamente le esperienze, se non impariamo a discriminare ciò che ci accade (la capacità di discriminazione è una delle due doti basilari del praticante) siamo chiamati a credere a tutto, indipendentemente dalla realtà oggettiva delle cose.

Siamo ciechi, quindi dobbiamo credere al colore che ci viene descritto, siamo sordi, quindi dobbiamo credere alla vibrazione che ci viene raccontata, senza nemmeno poter capire se chi ci parla lo faccia percependo direttamente, oppure riferendosi a sua volta ad un racconto, oppure che ci parli di quanto ha letto in libro. Chi vede insegna e vedere, chi percepisce insegna a percepire. Questa è la Scuola Antica.

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Senza poter vedere o sentire ci convinciamo di essere proiettati in un mondo che non è il nostro, mentre quello è il nostro mondo, molto più nostro della casa dove abitiamo e che abbiamo acquistato. La casa sarà dopo di noi, senza di noi, il mondo delle percezioni ci seguirà di vita in vita, di esistenza in esistenza.

Mi permetto di darvi un consiglio: imparate ad accettare senza credere, a sperimentare in modo oggettivo, a lasciare i sogni a chi ama sognare mondi che non esistono. La realtà che vivete, e che prima o poi percepirete completamente, e ve lo auguro, è piena di esperienze al di là di ogni immaginazione possibile. Siete nati come uomini e come tali siete perfettamente integrati in un mondo che è vostro, che è fatto di energie, di vibrazioni, di presenze, tutte intorno a voi. E voi avete tutte le qualità per viverlo pienamente.

Dovete solo evolvervi.
Sandro Sabioni


Sandro Sabioni è writer, couselor e spiritual approach coaching.

Da trentanni sul proprio percorso nella ricerca di se stesso, ha conosciuto e praticato con Maestri di diverse discipline spirituali e religiose; oggi accompagna nella crescita personale, applicando alla persona e al singolo percorsi e insegnamenti di scuole antichissime.

Propone:
percorsi evolutivi di consulenza individuale per il miglioramento della prospettiva di vita e lo sviluppo delle potenzialità positive personali sconosciute o poco sfruttate;
corsi collettivi di meditazione profonda, mantrica, pranayama, autoguarigione, sdoppiamenti, filosofie e percorsi spirituali, evoluzione, autoconsapevolezza.

Per info:
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