Uno dei principali simboli della tradizione Wicca, si ritrova in realtà anche in molti altri culti, culture e civiltà per lo più antichissime. Il suo significato principale, però, è comune a tutte le culture, ossia: l’infinito ciclo di nascita-sviluppo-maturità-declino e morte che caratterizza sia gli umani che la Natura.
La Femminilità, quindi, è necessariamente l’elemento che fa da mediatore tra il mondo umano e quello spirituale e divino.

Le rappresentazioni della Dea Madre

Le prime rappresentazioni della Dea si trovano addirittura già nel Paleolitico con statuette che raffiguravano una donna nuda, formosa, con le braccia spesso alzate verso il cielo, ma anche verso il basso.

Per lo psicologo Jung, la Dea Madre rappresenta all’interno di sé sia la forza della Creazione, che quella della Distruzione, proprio come la Natura è in grado di fare.
Anche per lo studioso Neumann, la Dea rappresenta la Creazione del femminile inteso come “donna-corpo-vaso-mondo”. La potenza del dare la Vita, era nell’antichità quindi fatta risalire ad una Dea donna, non ad un Dio Uomo come avvenne successivamente.

Da molti chiamata Medea, Gea, o anche Iside, come in questo Inno che ben la descrive, rinvenuto in Egitto, e risalente al III° secondo a.C.:

“Perché io sono colei che è prima e ultima
Io sono colei che è venerata e disprezzata,
Io sono colei che è prostituta e santa,
Io sono sposa e vergine,
Io sono madre e figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono donna sposata e nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono colei che consola dei dolori del parto.
Io sono sposa e sposo,
E il mio uomo nutrì la mia fertilità,
Io sono Madre di mio padre,
Io sono sorella di mio marito,
Ed egli è il figlio che ho respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono colei che da Scandalo e colei che Santifica.”

Simbolismi Dea

La Dea simboleggia quindi la Terra, colei dalla quale si nasce e alla quale si ritorna con la Morte. E così via in un ciclo infinito.
E’ sorgente di Vita, dal suo grembo nasce ogni cosa; simboleggia il trascorrere del Tempo, delle Stagioni, le fasi lunari.

Sono comunque svariate le epoche e le culture che hanno dato a questo Simbolo un proprio significato e punto di vista, ciò che è certo è che fin da tempi molto antichi questa Figura compare ed è venerata.

Per i Wiccan, ed altre correnti neopagane, la Dea triplice impersona i tre aspetti della Dea Madre (anche chiamata Madre Natura, o Grande Dea), spesso erroneamente identificata con Gaia, la Madre Terra (la Magna Mater romana).
I tre aspetti della Dea sono:
la Giovane, (Brigid, Nimue, Durgā, Verdandi) pura e rappresentazione del nuovo inizio;
la Madre, (Aa, Ambika, Cerere, Astarte, Lakshmi, Urd) generatrice della vita, disponibile e compassionevole;
la Vecchia Saggia, (Hel, Maman Brigitte, Oya Yansa, Skuld, Sedna, Kālī) il culmine della vita nella totale conoscenza ed esperienza.

Questi tre aspetti rappresentano perciò il ciclo della vita: nascita, vita e morte, che si riproducono all’infinito in un cerchio continuo.

In “La dea bianca” Graves scrive:

« La Luna nuova è la dea bianca della nascita e della crescita;
la Luna piena, la dea rossa dell’amore e della battaglia;
la Luna calante, la dea nera della morte. »

Graves identifica il triplice aspetto della Dea con le tre fasi della Luna.

Altro significato è quello delle tre Dee del fato.
Nella mitologia greca erano le Moire, in quella nordica le Norne.

La concezione di una figura come quella dea triplice era molto diffusa in tutta Europa (vedi anche Dea Matrona), inoltre dopo l’eradicazione del paganesimo, rimase ben presente e radicata nel folklore europeo e trovò un suo corrispettivo persino nella tradizione cristiana, con le fantomatiche Tre Marie, presenti al momento della nascita, morte e resurrezione di Cristo.

Questo Simbolo per i Wiccan è fondamentale e rappresenta il Tutto, colei da invocare, colei da pregare, colei che ci protegge e ci ascolta.
La Dea Madre la si può trovare in ogni filo d’erba, albero, foglia, ruscello, nella Luce della Luna, nella potenza delle tre fasi lunari, nella potenza della Creazione dal grembo materno, nella profonda sensibilità del femminile.

Potete portarla al collo come ciondolo, o come statuetta sui vostri altari, o anche solo nella vostra mente, quando guardando la Luna chiederete a Lei cosa desiderate…
e anche le Stelle, brillando, vi ascolteranno.

Blessed Be.


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