Halloween… Tutti noi conosciamo questa festa, il giorno in cui si celebra e le sue tradizioni: una notte di streghe, zucche, teschi, cappelli, ragni, esseri paurosi, oggetti macabri, trucchi e travestimenti, ed il famoso bussare alle porte di casa dei bambini proponendo “dolcetto o scherzetto?”.

Ma quali sono le origini storiche di questa festa che oggi è diventata per lo più un’occasione commerciale per acquistare gadget, abiti e travestimenti, caramelle, dolci e decorazioni varie?

Vediamo, per prima cosa, l’origine della parola:

  • Dallo scozzese All Hallows’ Eve che significa Notte di tutti gli spiriti sacri.
  • Dall’inglese arcaico All Hallows’ Day, in inglese moderno All Saints’ Day. Ossia quella che è (anche in Italia) la vigilia di Ognissanti, che cade appunto in data 31 ottobre.
  • Altra origine del nome Halloween, che forse pochi conoscono, ci viene da Renato Cortesi, secondo il quale l’origine della parola andrebbe ricercata nel racconto che ha come protagonista Jack O’ Lantern, condannato dal diavolo a vagare per il mondo, di notte, alla sola luce della zucca “scavata” contenente una candela.
    To hollow, in inglese, è l’atto di scavare, da qui l’origine della parola, secondo questo filone.
  • Secondo la tradizione Wicca, invece, viene ripresa un’usanza degli antichi popoli i quali ritagliavano visi su vari tipi di verdure e posizionandoli vicino alle finestre ritenevano che questi dessero protezione alla casa e a chi la abitava, scacciando gli spiriti malvagi. Ed ecco ancora, il famoso Jack O’ Lantern, in un’altra tradizione.

E “dolcetto o scherzetto”? Da dove deriva?

Pare che questa frase ormai famosa derivi da una filastrocca che negli USA viene insegnata ai bambini delle elementari e che recita appunto: “TRICK OR TREAT, SMELL MY FEET, GIVE ME SOMETHING GOOD TO EAT”.
Da qui l’usanza di bussare alle porte di tutto il vicinato chiedendo un dolce, e minacciando che, se non verrà dato, verrà fatto per ripicca uno scherzo poco piacevole…

Altra versione di “dolcetto o scherzetto?”, di certo più accreditata, la possiamo trovare nel periodo dell’Inquisizione, periodo durante il quale le Streghe (quelle vere) avevano l’abitudine di dipingersi il viso di nero, truccarsi e camuffarsi, per recarsi ai loro Sabbat senza subire controlli, e per spaventare a morte un eventuale inquisitore che le incontrasse sulla strada.
Ed ecco il perché di macabri travestimenti previsti per questa notte.

Ma, come spesso è accaduto anche per altre festività e tradizioni, la vera origine di questa Festa ha tutt’altre basi e storia, ed è qualcosa di sicuramente molto meno commerciale e molto più importante, profondo e… antico.

Ciò che da moltissimi anni è ormai diventata per tutti la Festa di Halloween così come anche in Italia la conosciamo, ha in realtà le sue radici più antiche nella Festa di SAMHAIN, il Capodanno celtico.

Infatti, per spiegare la reale storia di questa Festa dobbiamo, ancora una volta, far riferimento al popolo celtico.
I Celti, popolo di pastori, festeggiavano la fine dell’anno, non il 31 Dicembre, bensì il 31 Ottobre, considerando dal 1° Novembre l’inizio della Stagione invernale, del freddo e del buio, l’inizio di un periodo in cui si deve stare in casa, la Natura si addormenta e il lavoro diminuisce, si uccidevano gli animali per avere carne per l’inverno e ci si racchiudeva in sé stessi come in una sorta di bilancio di fine anno e propositi per l’anno nuovo.
Questo passaggio della Natura dalla stagione estiva a quella invernale era quindi ricondotto ad un saluto del vecchio anno ed al celebrare e festeggiare novità e propositi per l’anno nuovo.
Questo momento dell’anno prevedeva GRANDI FESTEGGIAMENTI, ALLEGRI E VIVACI (nulla a che vedere con l’attuale commemorazione dei defunti in chiave moderna) e veniva chiamato SAMHAIN.

Il significato di questa parola deriva dal gaelico Samhuinn o Sam Fuin che significa appunto “la fine dell’estate”.

Anche in Irlanda troviamo una parola che descrive questo momento e questa festa:
Samhein, ossia “la festa del sole”, che riprende il medesimo concetto del salutare la luce del Sole, per accogliere il buio dell’Inverno.
Questo momento dell’anno, per i Celti in Irlanda, era considerato proprio come il momento di passaggio tra la luce ed il buio, quindi tra estate ed inverno, quindi tra mondo dei vivi e mondo dei morti; in qualche modo ciò che oggi in Italia è la commemorazione dei defunti del 2 Novembre, ma in senso più antico, profondo ed ampio.

Per i Celti, la notte del 31 Ottobre, oltre a salutare l’estate per entrare nell’inverno, era il momento in cui gli spiriti dei morti potevano passare da un mondo all’altro.

Diversamente dal concetto che abbiamo oggi in Italia, in merito al salutare i nostri defunti, per i Celti questo momento era propizio, allegro e gioioso, poiché gli spiriti dei defunti portavano aiuti e davano consigli ai vivi.
In questa notte infatti si era soliti eseguire rituali propiziatori, leggere i tarocchi ed altre ritualità che portavano beneficio e consiglio.

Ma come si è passati dai festeggiamenti dei Celti per la fine dell’estate, ai travestimenti paurosi, dolcetti e zucche degli USA moderni?

Pare che questa sorta di mescolanza di tradizioni e usanze derivi dal fatto che verso la metà del XIX secolo, quando l’Irlanda subì le sorti di una terribile carestia, per sfuggire alla povertà che si era creata in quel paese, moltissimi irlandesi migrarono con speranza verso gli Stati Uniti e lì formarono vere e proprie comunità molto numerose.
Per questo motivo, anche le tradizioni irlandesi vennero in qualche modo “esportate” in America ed anche qui mantenute vive nei secoli, senza perdersi.
Tra queste, appunto, Samhain, oggi conosciuto come Halloween, con tutte le modificazioni che, poi, col passare del tempo, sono avvenute per quanto riguarda questa Festività.

E se per i Celti il 31 ottobre era considerato Capodanno, similmente a quanto facciamo in Europa ad oggi (il 31 dicembre), anch’essi compivano rituali come il gettar via ciò che c’è di vecchio (anche in senso spirituale) per fare spazio al nuovo.
Si scrivevano liste di ciò che si voleva dimenticare, annientare, bandire, da bruciare sul fuoco; ed ecco il concetto di “fuoco che brucia il vecchio”, che abbiamo ancora oggi nel classico falò del “vecchione di Capodanno”.
Anche nelle tradizioni dei paesi anglosassoni troviamo riferimenti all’Halloween moderno, quei popoli infatti erano soliti travestirsi con orribili maschere spaventose rappresentanti streghe e demoni, e così vestiti si aggiravano per le case chiedendo appunto dolci in offerta, o promettendo paurosi scherzi se non li ricevevano in dono.

Ecco quindi spiegato come da antiche tradizioni celtiche, ad oggi in USA ed in Europa si festeggia in maniera completamente diversa, anche nei concetti, ma che in realtà tutto fa capo a quelle antiche tradizioni celtiche, irlandesi ed anglosassoni, molto profonde e dense di significato spirituale…

Festeggiate il nuovo Anno, bruciate ciò che non volete più che sia… Chiedete aiuto ai defunti.

BLESSED SAMHAIN.


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