Hanno la capacità di prevedere il pericolo e allertare i propri compagni consimili. Stringono alleanze, sanno difendersi e lottano per la vita. Mal sopportano la solitudine che spesso li porta ad una morte prematura.

Da secoli, gli alberi vengono considerati come organismi alquanto semplici da troppe persone, solo perché a differenza degli animali non possiedono né cervello né sensi, tanto meno un sistema nervoso.
Spesso ci piace guardarli e molti, tra cui noi di afterKa, amano rapportarsi, rispettosamente, con loro per prendere energia nuova, per radicarsi o per ritrovare l’equilibrio psico-fisico. Ma a volte ci dimentichiamo, o non sempre ci rendiamo conto, che hanno una vita interiore, dei sentimenti e delle emozioni. E che sono dei veri e propri esseri sociali che comunicano, collaborano, prendono decisioni e portano avanti strategie.

Quando andiamo a fare una passeggiata nella foresta, entriamo infatti, in un mondo misterioso, pieno di magia e ben organizzato!

Nella savana, gli elefanti e le giraffe, cominciano la giornata cibandosi di foglie di acacia

Ne mangiano alcune da un albero, si interrompono e riprendono a magiare le foglie da altri alberi disposti centinaia di metri. E’ infatti emerso che, l’albero “sgranocchiato” comincia a saturare le proprie foglie di sostanze tali da renderle amare, e nel frattempo rilascia gas etilene per segnalare la minaccia agli alberi vicini e lontani. Nel giro di pochi minuti, gli alberi di acacia nel raggio di decine di metri divengono poco appetibili, e gli animali, che conoscono il trucchetto, non tentano nemmeno di mangiare quelle foglie ma proseguono la ricerca di alberi più lontani a cui il “messaggio” non sia arrivato.

Una comunicazione simile avviene anche per altri tipi di alberi: le querce, quando vengono attaccate dagli insetti parassiti, inviano tannini amari alle foglie e corteccia, così come i salici rilasciano la salicina, sempre come difesa. E anche qui, una sostanza odorosa contenente l’informazione della minaccia viene inviata e trasportata dal vento verso parenti lontani.

Ma gli alberi comunicano non solo attraverso il vento, utilizzano anche le radici. Durante un incendio, per esempio, gli alberi in fiamme inviano ai semi, ancora inattivi sotto terra, delle particolari sostanze, comunicando che in quell’area il numero degli alberi si è ridotto e che è aumentato l’accesso alla luce, e che quindi i semi possono, anzi devono, prepararsi a germogliare.

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Gli alberi sentono

Percepiscono e reagisono perfettamente ai suoni. All’università di Missouri è stato confermato che gli alberi sono in grado di percepire i suoni emessi dagli insetti mentre mangiano le loro foglie, riuscendo a distinguerli dagli altri suoni degli stessi insetti o dal suono del vento, e a produrre o meno, sostanze intossicanti come difesa.

Gli alberi vedono

Riconoscono stagione e orario, sanno quando è tempo di germogliare o di far cadere le foglie perchè hanno la percezione del tempo e la capacità di contare. I faggi, per esempio, divengono verdi non alle prime giornate premature di caldo, ma solo quando la luce permane per almeno 13 ore.

Internet del bosco

La cosa più stupefacente accade sotto terra. Mentre 50 anni fa inventavamo Internet, sotto terra, da migliaia di anni esiste un sofisticato e complesso sistema d’informazione, definibile anch’esso Internet. L’elemento principale sono i funghi, che annidati sotto terra, formano una rete con le radici degli alberi, che a loro volta si intrecciano con le radici di altre piante e alberi. Questa rete si sviluppa per moltissimi km e permette agli alberi e piante di comunicare tra loro, nutrire i bisognosi e aiutare in caso di difficoltà i vicini; di ascoltare le “conversazioni” di altre piante e di utilizzare le informazioni a proprio vantaggio; i funghi possono intenzionalmente disturbare la trasmissione; di contro, le radici possono emettere sostanze che allontanino alcuni funghi e ne attirino altri.

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Gli alberi non sono solitari, formano una famiglia

Attraverso l’Internet del bosco, gli alberi possono aumentare, diminuire o trasferire elementi nutritivi, anidride carbonica e glucosio agli alberi poco esposti alla luce o agli alberi malati o danneggiati, per esempio ad un albero tagliato che viene soccorso dai vicini e nonostante non possa eseguire la fotosintesi, grazie all’aiuto della famiglia riesce a ricrescere.

Sono stati appurati anche i rapporti madre-figli. L’albero madre si prende cura sempre dei suoi figli e quando deve morire trasmette loro determinate sostanze e tutta la propria conoscenza per sopravvivere.

Un’armoniosa società composta da alberi singoli ma dipendenti tra di loro che comunicano, condividono info e insieme contribuiscono a rendere l’intero regno vegetale più sano e immune al pericolo. In questa società, il benessere di un albero è il benessere collettivo.

Ora è chiaro quanto sia dannoso tagliare un albero e piantarne uno nuovo: il sistema di rete radici-funghi, tanto vitale per la loro sopravvivenza, viene indebolito. Allo stesso modo, singoli alberi piantati per le strade o nei parchi, non avendo il supporto della famiglia e sentendosi soli, risultano totalmente differenti dagli alberi del bosco: si ammalano più facilmente e spesso non resistono agli eventi naturali, in genere non arrivano a vivere 100 anni. Ma adesso che sappiamo sempre di più sulla rete sotterranea è possibile cominciare a piantare gli alberi nel rispetto del mondo vegetale.

Indubbiamente gli alberi hanno poteri speciali

In ogni cultura è presente un albero della vita (ne abbiamo parlato, tra le altre cose, qui) a simboleggiare la purificazione o il collegamento tra mondo terreno e regno dei cieli, gli dei o l’universo. Sicuramente possono trasmettere energia proveniente dalla terra e riequilibrare o aprire i nostri canali energetici.

🌳 Una pratica antica che sfrutta l’energia e gli ioni negativi prodotti dagli alberi per curare, è la silvoterapia. Consiste nell’abbracciare un albero (anche con il viso!) oppure appoggiarsi con la schiena, posizionare il palmo della mano destra sul plesso solare e il palmo sinistro all’albero (alla stessa altezza dell’altra mano), respirare lentamente quasi in uno stato di meditazione e dare ascolto alle sensazioni che nascono.

Abbracciare un albero porta ad importanti benefici:
riduce il mal di testa
promuove la concentrazione
è utile contro lo stress
può portare effetti positivi a chi soffre di depressione
aiuta in alcune forme di problemi psicologici e mentali
nei bambini, promuove la creatività

Consigliamo questo libro, in cui Matthew Silverstone suggerisce come gli alberi, le piante, il sole e la natura in generale possono avere un ruolo nella nostra quotidianità ed essere apprezzati come utile rimedio naturale e medicina alternativa.

🌳 Gli alberi abbiamo detto hanno un’anima e dei sentimenti, possiamo quindi incontrare l’albero amichevole, quello scorbutico, introverso o l’indifferente, con il quale dovremo entrare in relazione, altrimenti rischiamo di essere i non benvenuti. Scegliamo alberi grandi e sani (i piccoli stanno crescendo e non avrebbe senso privarli di energia) e chiediamo loro il permesso di toccarli e appoggiarci, altrimenti l’albero potrebbe rilasciare i suoi frutti addosso a noi o mandare formichine e altri insettini a infastidirci.

🌳 Scegliamo un Abete per favorire le visioni (riduce anche i gonfiori), una Quercia per potenziare la crescita interiore e il coraggio, un Salice per ritrovare l’ispirazione (e in caso di problemi alle vie urinarie). Possiamo utilizzare del Vischio come protezione della persona o ambienti ma anche come porta fortuna.

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Credits: “La Vita Segreta degli Alberi” di Peter Wohlleben; img: patrice.takes.photos, anebeathe, gtoguy13, kat_living_loving_learning.


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