L’evoluzione del sapone

Fin dall’antichità donne e uomini di ogni paese e cultura hanno sperimentato e ottimizzato la cura del corpo, partendo da ceneri, grassi fino ai saponi bianchi che oggi conosciamo.
Purtroppo il passare degli anni non significa sempre progresso verso prodotti migliori, anzi, ad oggi nei prodotti commerciali ci sono spesso più ingredienti dannosi che utili.
Ma facciamo un passo indietro, e vediamo come è nato il sapone e la sua evoluzione nei secoli.

Il sapone ha una storia molto antica

Basti pensare che già nel 2800 a.C. era conosciuto tra i babilonesi; gli scavi, a Babilonia, hanno riportato alla luce delle giare sulle quali è indicata la composizione del sapone in esse contenuto. Anche gli archivi egiziani, relativi ai trattamenti medicali del tempo, evidenziano l’uso del sapone soprattutto a scopo terapeutico.

Secondo un’antica leggenda romana il termine sapone deriva da “Monte Sapo”, il luogo dove si sacrificavano gli animali; un termine simile è presente anche nella lingua tedesca per indicare un miscuglio di grassi e cenere che veniva utilizzato per tingere i capelli di rosso. Le donne galliche furono tra le prime a scoprire che, trattando la biancheria con cenere e grassi si otteneva un effetto smacchiante.

Il sapone bianco però si produce nel Nord Italia fin dal 1600, in laboratori artigianali a Savona e a Venezia, da dove giunse nell’isola di Creta e poi nei secoli successivi, in Francia. Arriviamo intorno all’800 d.C. e sappiamo che già all’epoca la Francia, sfruttando le sue materie prime, si impose nella scuola dei saponieri.

Nel corso dei secoli, man mano che il concetto di igiene personale si diffondeva, si sviluppa l’arte del sapone, ma fino allo scorso secolo era considerato un oggetto di lusso adatto soprattutto alle classi più abbienti.

Siamo ormai ai nostri giorni: il sapone è di uso quotidiano (a vantaggio anche del nostro olfatto!!) ed accanto ad esso ritroviamo anche tanti detergenti, simili al sapone dal punto di vista concettuale, ma diversi nelle materie prime.

La differenza fondamentale è che al miscuglio grasso/cenere, vengono sostituiti i tensioattivi, prodotti di sintesi e spesso derivati dal petrolio, con conseguente grave danno ambientale e personale, poiché ciò che ne consegue è un tensioattivo solido molto economico ma decisamente aggressivo per la pelle.

Ad oggi se vogliamo evitare pesticidi, plastiche e prodotti tensioattivi, abbiamo due soluzioni

O comprare in modo più consapevole ed attento, scegliendo sempre prodotti artigianali, fatti con ingredienti naturali e privi di conservanti e petroli. Oppure produrre in modo autonomo e con tecniche antiche o moderne i nostri saponi e prodotti di bellezza.
Per quanto riguarda il deodorante, il dentifricio e lo shampoo ne abbiamo parlato nei post Deodorante fai da te, Dentifricio, 5 alternative, Tutto sui capelli. Creare, invece, un sapone per il corpo, per la lavastoviglie o per la pulizia della casa, è un processo affascinante ma che richiede una conoscenza di base più profonda.

Noi vogliamo essere più green e ecosostenibili possibili, per questo motivo ci siamo avvicinate all’arte della creazione del sapone tramite gli insegnamenti di Cristina Boccadoro, erborista di Roma, che oltre a realizzare saponi, insegna in corsi i segreti dell’autoproduzione! Trovate tutto su di lei, sulle sue creazioni e sui corsi su Eco Natura Bio e sulla pagina del Fusolab.


Articolo in collaborazione con Cristina Boccadoro.

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